Wild Writer Blog

A che cosa si riducuce tutto questo, non riesco a farmene un'idea. é che a volte serve un motivo, altrimenti la sera che arriva non è mai diversa dalla sera prima. So che avremo ancora bisogno di crederci, anche se a volte parlarne fa male.

IO

Utente: WildWriter
...dritto sull'acqua...

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lunedì, 02 maggio 2005

Out of service

 

ormai in un luogo oltre il normale concepimento delle cose, lascio che questo spazio rimaga qui, incustodito, desertico all'interno della vostra immaginazione, un segno, una tacca sul muro per tenere il segno delle cose, semmai riesca a tornare.

 

Hasta luego

Postato da: WildWriter a 20:04 | link | commenti (18) |

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sabato, 16 aprile 2005

00:34

 

Ciao mi chiamo Linda e 4 giorni fa ho compiuto un anno, ormai sono grande, e tra un po' anche io avrò il mio blog come mio zio WildWriter.

 

Linda

 

P.S. sono alla frutta, tutti gli anni passatti in diretta esposizione con l'inteligenza altrui danno ora i loro frutti. Frutti di cui sopra...

Postato da: WildWriter a 00:34 | link | commenti (4) |

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giovedì, 14 aprile 2005

 14:56

Sono tornato, o perlomeno così sembrerebbe. Ma non racconterò niente su questo blog del mio viaggio in Spagna, niente di niente. Poichè il ritorno è sempre seguito da un periodo di blocco emozionale che fa pensare al viaggio passato con molta gelosia nei confronti del mondo. A voi non interessa abbastanza saperlo, quindi non lo dirò.

Giocata anche la carta del viaggio mi devo ribeccare la mia quotidianità, indentica a come l'ho lasciata, nei minimi dettagli.

ww

Postato da: WildWriter a 14:56 | link | commenti (6) |
viaggi

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giovedì, 07 aprile 2005

1:05

 

Si parte


Pensavo di trovare chissà quale fantasmagoria ispirazione prima di partire per un altro viaggio, invece niente.
Parto anche per questo, per cambiare strada e ricominciare, sono stanco e con il fiato corto, bisogna fare qualcosa.

 

Tra pochissime ore la partenza, un saluto ed un pensiero a tutti quelli che non partono insieme a me. Tornerò presto, e spero tanto con un po' più di chiarezza. Sempre qua, comunque vada, sempre sulla mia strada.

 

 

Happiness is not the end of the journey, happiness is the way (buddha)

ww

Postato da: WildWriter a 01:02 | link | commenti (6) |
viaggi

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martedì, 05 aprile 2005

1:28

Credo

Credo che sarebbe insuperabile, se arrivasse adesso.

 

Ma è notte fonda, fuori è primavera eppure adesso la temperatura non è molto alta, a volte penso che ognuno è rinchiuso in se stesso, ma non è così lo so perchè probabilmente, se ci penso bene io sono colpevole della stessa insensibilità della quale pago spesso le conseguenze.

Mi immagino questo ponte su un fiume. Ed è notte, lui Jack (non poteva che chiamarsi Jack) cammina solitario per le strade di questa immensa città da ore, oramai e notte e lui si ritrova a guardare l'acqua dal centro di questo ponte, non si sente particolarmente male, ne l'idea di un bel tuffo gli ha mai sfiorato la mente, eppure guarda sotto e si chiede ancora tutte le cose che si chiede di solito. Dove sono? Dove ho sbagliato? Perchè non decido di smettere?

 

Alcune sere la sua mente gli fa brutti scherzi, spesso ultimamente il suo malcontento è tale da accusarne ripercussioni fisiche, non ci voleva credere le prime volte, anche perchè immagino sia stranissimo non riuscire più fisicamente a camminare a causa di uno spiacevole pensiero che non ci abbandona.
Diamine, i pensieri sono pensieri, camminare comporta dei meccanismi motori puramente meccanici e fisiologici, questi sono legati di sicuro alla volontà ma insomma non esageriamo. Ve lo immaginate? Io capisco la depressione e il non voler camminare, ma immaginate la scena in cui Jack vuole tornare a casa e non riesca a camminare perchè nonostante la sua volontà, il movimento delle gambe è stentato, deve sorreggersi ai muri ed ogni passo gli crea dolore. Dolore? Si dolore fisico causato da dolore mentale. E' come se il corpo si rifiutasse di vivere, si ribellasse. Voglio smettere, basta respirare, blocchiamo tutto, uno sciopero, anzi una protesta insindacabile, ed ecco che respirare diventa difficile. Meno male che rimane la voglia di vivere a Jack, perchè lottare contro il proprio corpo io lo immagino come una cosa veramente complicata, i tuoi strumenti le cose che hai sempre usato per tirarti fuori dai guai che remano contro, è un'incubo. Ed ovviamente non si può contare sulla ragione e sulla mente, la mente è andata, completamente inutilizzabile.

 

Questa notte invece si sente relativamente bene, nulla da fare, un sacco di pensieri certo ma dopo questa passeggiata notturna andrà a casa. Domani è una giornata dura per Jack, in mezzo alla gente che corre, corre con le gambe con le parole, corre con la mente e non si sofferma mai, come potrai vecchio Jack riuscire a parlare anche tu? Riuscire a farti sentire?
La luna risplende sull'acqua e concede addirittura l'impressione di potersi specchiare, in questo istante si sente così solo che facendo una panoramica intorno a lui, girando su se stessi di 360 gradi per guardare tutto il mondo attorno a lui l'impressione è di avere sotto il proprio sguardo proprio tutto il mondo, tutto al completo, come se il mondo di Jack non esistesse, come se non ne facesse parte.
Non è vero Jack? Sarebbe bello che qualcuno arrivasse adesso, e dicesse con una semplice espressione del viso di parlargli, se bastasse così poco per trovare qualcuno che abbia voglia di ascoltare davvero. Ma non ascolta nessuno, sono tutti troppo di corsa, l'illusione di una persona che si siede e ascolta, senza fretta cercando di capire rimane un'illusione.

 

Un'illusione arriva dal buio, e subito dopo scompare.

ww

 

Postato da: WildWriter a 01:26 | link | commenti |

commenti
venerdì, 01 aprile 2005

 Proprio bello questo giochino






Rno paRking













Si possono fare anche i presonaggi di south Park qui, ecco il mio:


Postato da: WildWriter a 15:14 | link | commenti (4) |

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giovedì, 31 marzo 2005

14:26

Unico


 L'ultimo post è stato veramente brutto. Sorry.

Spesso gli psicologi di "gruppo" propongono esercizi di rilassamento e stimolazione dell'inconcio, uno di questi e far camminare un gruppo di persone in una stanza in modo del tutto casuale, unica regola è quella di lasciarsi andare e camminare e/o atteggiarsi nel modo più spontaneo possibile, in modo istintivo. Mi capita spesso di autoripropormi lo stesso esercizio in chiave testuale, e scrivo...
Quando mi stanco rileggo le cavolate che ne vengono fuori, sono solitamente abbozzi di racconti, senza inizio ne fine che cambiano spesso contesto, e tra le righe tanti riferimenti "reali".

Volevo mostrare in questo luogo qualche astratta divagazione che rendesse meglio l'idea rispetto a quell'obrobrio di ieri. Ne ho riletto uno di pochi mesi fa, ma ho rinuciato all'idea, troppi riferimenti e nomi e cose che non si capiscono, io stesso faccio fatica a seguire ciò che scrivo.

Tra le mie poche convinzioni una a cui credo con particolare vigore riguarda la validità dei pensieri, non mi dispiace ripetermi ancora una volta.
UN pensiero, che sia sotto forma di una frase o un testo scritto, che sia qualcosa detto ad alta voce o nel buio della propria camera, o soltanto un pensiero nascosto sotto strati di coscienza inibizione e conformismo, questo pensiero è UNICO ed irripetibile.
Le caratteristiche che lo differenziano da qualsiasi altra cosa sono in base al mio modo di vedere solo due. La prima è una precisa indicazione tempospaziale ovvero l'istante in cui io scrivo e penso e/o dico una cosa. Dove sono?, che ore sono?, che giorno è? In pratica è la prima riga di quando scrivo (Torino, il 31/03/05 ore 12:45 AM), e qui si puù essere più o meno precisi o megalomani, io in particolare ho dei trascorsi burrascosi perchè quando cominci ti ritrovi a scrivere le coordinate in termini di meridiani e paralleli, oppure a specificare dalla posizione esatta all'interno di una stanza fino al posizionamento approssimativo all'interno della galassia. Verso la fine dell'università avevo preso l'abitudine, quando prendevo appunti, si indicare oltre che giorno, ora e aula, anche il posto che occupavo (settima fila dal basso, quato posto dal corridoio centrale a sinistra) ed anche chi mi sedeva accanto, qualche volta ho anche scritto la data in binario ma ero ormai allo stadio terminale. Esaspero questa attenzione a registrare il momento, come se a posteriori fosse possibile ricostruire la mia vita in base ai pensieri che ho lasciato sparpagliati qua e la. La seconda cosa che rende UNICO ogni "prodotto" della nostra mente è il destinatario, sapere questo è molto importante perchè ne cambia sensibilmente il senso. Scrivere su un blog, scrivere una lettera, un sms o sussurrare qualcosa all'orecchio di sb (somebody) è molto differente. Nasce adesso questo post per il blog ed i destinatari sono coloro i quali credo che leggeranno, con la consapevolezza di casuali visitatori.
Ben diveso è ciò che scrivo in quei file di testo che nessuno leggerà mai, unica è una frase sussurrata in una stanza buia immersa nel nulla, ed a ripeterla altre mille volte sarebbe diversa.

Mi approprio soltanto di un'ultima frase di una mia mail spedita il "19/11/2004 19:11" a conclusione di una mail veramente lunga complicata e parecchio strana, dalla quale non ho ricevuto risposta.

"Al pari dell'inizio, anche la fine non è una cosa facile, io sono sempre più a corto di parole ultimamente, i pensieri mi si sgretolano tra le dita e divengono polvere, così come una torta di compleanno creata per la felicità e lo stupore di un bambino il giorno del suo compleanno, prova tu adesso, non a stupirti a ma soffiare per spegnere le candeline, e la polvere che fu i miei pensieri scomparirà."

ww

Postato da: WildWriter a 14:26 | link | commenti (2) |

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mercoledì, 30 marzo 2005

 18:31


Comincia sempre alle 8 di mattina, si solleva in piedi sulle sue zampette che vere zampette non sono, e comincia a camminare. Avanti e indietro fino a quando qualcuno non se ne accorge, ed in quel momento tutto cambia, qualcuno grida stop! E si ricomincia da capo. Alla decima volta (più o meno dieci, mi mantengo qualche breve vincolo di libero arbitrio nel caso finisse male), prevede le intenzioni del suo interattore e comincia a saltellare come un matto, ve la immaginate la scena? Il frigorifero intanto prepara metodicamente i suoi cubetti di ghiaccio, e lo fa in un modo incredibilemente accurato ed ipnotico. Congela una goccia d'acqua, più piccola è più il suo operato è valorizzato fino all'ultima molecola. Attorno alla goccia congelata costruisce la sferetta di ghiaccio (primo errore), rigorosamente sferico poichè hanno decretato sia la rappresentazione della perfezione nonostante la sua fragilità. Io che pansavo fosse un'altra la forma perfetta, ma ovviamente sbagliavo (secondo errore). Con un vaporizzatore a bassisime temperature è facile. Forse non mi avete capito, forse o semplicemente sbagliando racconto. (o senza "h" terzo errore).

Postato da: WildWriter a 18:32 | link | commenti (2) |

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lunedì, 28 marzo 2005

23:31

Cra

Ecco l'obiettivo, ma dove si trova la ricompensa?

Gracchiano le rane questa sera, sentono la primavera o sentono l'estate che ancora una volta arriverà in questa vallata. Dopo la bella giornata di sole sono arrivate le nuvole e adesso l'odore di pioggia sovrasta ogni cosa.
Domani all'alba partirò, si torna a Torino e ci sono momenti in cui mi sembra di non aver fatto altro che questo da sempre, andate e ritoni.

L'obiettivo prima di essere raggiunto risplende di una luce così appetitosa, utile a farti superare le montagne che spesso ci separano dai piccoli grandi traguardi. Spenta la luce al calar della notte si cerca al buio di raccogliere i tesori della vallata cui siamo giunti. Un ruscello per rinfrescarsi, tante storie vissute per intrattenere i viandanti, e qualche fiorino, uno due fiorini e nulla più. Poi riparte il cammino, la ricompensa è sminuita dalla mente che guarda già altrove, alla prossima collina, alla prossima montagna.

ww

Postato da: WildWriter a 23:30 | link | commenti (9) |
adesso, vallata

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sabato, 26 marzo 2005

12:31

C3


Oggi mi sono alleggerito di 14000 euro.
Ho comprato una macchina, e tra qualche giorno questa nuova moderna e nerissima macchina prenderà il posto della mitica Fiestha che mi ha sopportato questi ultimi anni, è quindi vicina la sua estrema unzione, diventerà un cubetto di metallo oppure verrà impalata e santificata in qualche desertico parco di stoccaggio auto ex vive.

Il pagamento sarà rateale, (se avevo 14000 euro tutti insieme da spendere potevo aprire un chiosco a cuba) e da oggi pagerò in pratica un doppio affitto, oppure potrei dormire in macchina, ma non è questo il punto:

il punto sono i tre anni di durata delle rate, io non riesco a vedere oltre la settimana che sto percorrendo. In questo momento ho una sensazione stranissima, io dovrò esserci per i prossimi tre anni, per tre anni guiderò quella macchina lavorerò e ne pagerò le rate, ma non me ne capacito, mi sembrerebbe meno astratto discutere di antimateria e neutrini.
E poi mi sorge un dubbio, il quesito torna a galla ogni volta che metto una firma, ogni volta che vincolo qualcuno alle mie azioni.

E se fosse tutto vero?


ww

Postato da: WildWriter a 12:31 | link | commenti (12) |

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